Finocchio di Mare in Aceto di Vino - Agricola Gianflora
Finocchio di Mare in Aceto di Vino - Agricola Gianflora
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Finocchio di Mare in Aceto di Vino - Agricola Gianflora

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In epoca romana Plinio lo chiamava, come i suoi concittadini, con il nome di “Batide”.

La descrizione che ne fornisce è come al solito impeccabile: “Il Critmo, è assai lodato da Ippocrate. Si tratta di una di quelle erbe selvatiche che vengono mangiate ed è sicuramente questa che secondo il Callímaco viene servita dalla contadina Ecale a Teseo.
Il suo aspetto è quello dell’Elate’ da giardino; il gambo è unico e alto un palmo; il seme piccante, è odoroso come quello della Libanotide (Cachiris libanotis), arrotondato: quando è secco, lo si frantuma.

Internamente contiene un nocciolo candido, che alcuni chiamano Cacri. Le foglie, grasse, biancheggiano come quelle dell’Olivo, ma sono più spesse e di sapore salato; le radici hanno lo spessore di un dito e sono in numero di 3 o 4. Nasce nelle zone sassose vicine al mare.

Si mangia crudo, conservato in aceto di vino, oppure cotto. Ha un gusto aromatico e gradevole. Lo si conserva anche in salamoia. Viene utilizzato soprattutto per l’insufficienza urinaria, prendendone le foglie, il gambo o la radice nel vino.

Migliora anche il colorito corporeo. Il suo decotto scioglie il corpo, fa urinare e fa espellere gli umori dai reni; in pozione nel vino fa bene ma è più efficace se si aggiunge del Dauco (Daucus carota); è utile anche per la milza. Lo si prende in pozione contro i serpenti”.